Una generazione di incertezze

Quante volte si è detto o ricevuto, da un parente o amico : cosa farai al liceo? Cosa vuoi studiare all’università? Hai già in mente cosa fare dopo gli studi ? Rimarrai qui o andrai altrove?
E quante volte a quelle domande – fatte per poche eccezioni – si è rimasti in silenzio o in difficoltà , girandoci pure intorno , nel caso ci fosse chiesto.
E nella quotidianità, pure per semplice azioni e in situazioni di socialità , quante volte si riempiono le menti di pensieri, contropensieri e complessi, nella paura di dire qualcosa di “sbagliato ” o “inadeguato ” , che sia di livello privato o valenza pubblica.
E quante volte ci si è sentiti inferiori, sbagliati, non adeguati alla situazione o al gruppo, o per una persona.
E quante altre volte ci si è persi nei pensieri sul futuro. Quel futuro che sembra così vicino anche se potrebbe in realtà essere tra 20 anni. Quel futuro che però è incerto, senza sicurezza, ripieno di incognite , in tutti i sensi, sul lato professionale, individuale, e anche politico. Indecisi su cosa fare, come fare, incerti se si sarà soli e spaventati di rimanere tali. Spaventati di non potersi affatto creare e viverlo un futuro.
Tutto ciò, unita ad un’incapacità di comunicare tali preoccupazioni, che porta ad un conseguente etichettare delle passate generazioni nei confronti dei giovani, che vengono considerati semplicemente : sfaticati, drogati, nullafacenti, viziati. Contribuendo tutto alla nascita di un ciclo che va a demoralizzare ulteriormente la “generazione bruciata”.
I ragazzi nati alla fine degli anni 90′ e 2000 non hanno certamente fatto la guerra, ne la “semplice” leva militare, e neanche hanno dovuto affrontare grandi crisi prima della pandemia, ma ciò non significa che non abbiano le loro lotte e processi di formazione personale.
È vero sì che questi ragazzi siano cresciuti generalmente più avvantaggiati delle precedenti, ma ogni generazione è adeguata ai suoi tempi e ha una “fase di formazione” diversa e i propri tumulti. E come hanno avuto bisogno di essere ascoltati i ragazzi del passato, ne hanno bisogno anche i ragazzi di oggi.
La generazione fragile rischia di traboccare e distruggersi, e se si rompe la generazione del futuro si distrugge il domani.
Ascoltate le richieste di aiuto dei giovani, dando una mano a loro darete una mano a voi stessi.

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