50 sfumature d’Europa

Quante volte gli europeisti ricordano – per promuovere l’europeismo a scapito di nazionalismi
e euroscetticismo – che da quando esiste l’Unione Europea non ci sono più conflitti(militari) sul continente ? Insieme al lungimirante periodo di pace, poi, viene anche lodata l’unità europea stessa, considerata un traguardo di grande valore dopo una storia continentale fatta di frequenti e prolungate guerre. Evidenziamo a questo punto , però , che sono più di 70 anni che in Europa non ci sono conflitti bellici – appunto – , ma i contrasti “diplomatici” sono spesso all’ordine del giorno a causa di conflitti di interesse tra macroaree continentali, o anche tra singoli Stati, e che per ottenere una vera unità europea – sempre se ci sarà – la strada è ancora lunga. Facciamo un attimo qualche passo indietro. Chi dice che l’UE sia il primo esempio di unità europea, ha ragiona a metà. Un primo esempio, seppur un pò diverso, si ha con l’impero romano, dove si vedono sotto un unico governo molti degli attuali Stati dell’Unione. Italia, Francia, Spagna, Portogallo,
la maggior parte del Regno Unito, Grecia, parte della Germania, Cipro, ecc. . Se riflettiamo su questo, e quindi sul fatto che le radici di una cultura europea oltre che occidentale siano nate
già circa duemila anni fa , possiamo ipotizzare che una maggiore coesione europea è – moltopossibile. Però andiamo un po’ più avanti. Dopo il crollo dell’impero d’occidente – e quindi del primo “progetto europeo” – le diverse Nazioni, che sono nate hanno, anche se conservando le radici comuni, avuto evoluzioni e sviluppi indipendenti, creandosi proprie identità diverse.
Primi esempi di Stati identitariamente formati sono la Francia e la Gran Bretagna. La Spagna può fare da esempio anche. E il cugino iberico dell’Italia fa da esempio anche per un’altra conseguenza causata dalla divisione, in questo caso europea, dove la Spagna, insieme agli Stati regionali e cittadini italiani – in Italia si vede anche , poi un esempio amplificato a causa di una divisione nazionale – sono stati facile preda di invasione estera. Gli iberici dagli arabi, e quindi un esempio perfetto da poter paragonare ai tempi di oggi mettendo però al posto di quest’ultimo invasori potenze estere come Russia, Cina , ma anche gli Stati Uniti e sostituendo una conquista militare con una più moderna “guerra diplomatica “. I paesi italiani invece sono stati anche essi invasi dagli arabi , ma anche da altri Stati europei – Francia, Spagna, Austria. E nel mentre di questo il vecchio continente era un costante campo di battaglia di guerre fra le diverse Nazioni che vi ci abitavano.
La debolezza politica che ne derivava e deriva è incominciata ad essere visibile però solo
dopo il primo conflitto mondiale, con l’entrata in scena in modo più consistente, degli Stati
Uniti che , potendo approfittare della visione dei singoli Stati ha potuto con più facilità far crescere la sua influenza su di essi, mentre le zone dell’est europa soffrono da tempo ormai il doppio giogo russo-americano. Da qualche anno a questa parte però i – fino ad ora – classici equilibri geopolitici che si erano formati ormai, dal secondo dopoguerra, sopratutto nel “blocco occidentale ” sembrano essere messi in discussione a causa di diverse situazioni. Prima fra tutte l’instabilità e la nuova poca affidabilità allo storico alleato a stelle e strisce. Cosa che ha portato alla nascita di un’iniziale discussione su una più forte “indipendenza” europea in ambito internazionale. Se il primo passo è dire qualcosa però, ciò non significa che il lavoro è facile. Infatti anche se l’UE ha raggiunto molti obbiettivi storici in diversi campi politici ed economici, ci sono ancora molti passi in avanti da fare. Come detto prima i contrasti diplomatici non mancano, e le decisioni importanti per la tutela e raggiunta di interessi comuni sono spesso difficili da prendere, rallentate o ostruite da veti singoli o di interi blocchi appunto. Frequente è il contrasto – classico e barzalettesco – tra meridione e settentrione. Ma anche tra est ed ovest e così via.
Premesso che personalmente non credo negli Stati Uniti d’Europa per motivi politici, identitari , e per le ragioni elencate prima. Credo sia possibile però, e necessaria una maggiore unità europa per difendere il continente e rendere più forte sia l’Unione Europa che i singoli Paesi europei.

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