Referendum: i giovani oltre le ideologie

La data del 20 settembre si avvicina , ormai manca veramente poco e siamo al fervore degli ultimi giorni. Volantinaggi, video e post propagandistici, gazebo e anche qualche incontro pubblico, seppur in minor quantità – per seguire le regole di contrasto al coronavirus – , sono tutti all’ordine del giorno. Ciò che sopratutto però è da evidenziare di questa campagna referendaria di un’estate sicuramente indimenticabile – per tanti motivi – è l’enorme partecipazione giovanile. La “lotta in difesa della costituzione contro una riforma populista e antidemocratica ” ha visto partecipe, chi da subito e chi successivamente , molte associazioni giovanili, sia vicine che non ad un partito, in alcuni casi dei quali – come per i Giovani Democratici – in aperto contrasto con la linea del loro “partito genitore”. Da evidenziare è sicuramente l’esperienza di NOstra, comitato giovanile apartitico a sostegno del “NO” al referendum del 20 e 21 settembre.
Un’altra “bella sorpresa”, e forse ancora più bella, è però anche una di oggi. È stato infatti sottoscritto un documento unitario di tre giovanili – Federazione dei Giovani sicialisti guidati dal segretario Enrico Maria Pedrelli, Federazione Giovani Repubblicani guidati da Marco Spina, e la Gioventù Liberale Italiana guidati da Giulia Pantaleo. Un comunicato importante per diversi motivi, non solo per il valore della battaglia che hanno deciso di intraprendere insieme, ma anche e sopratutto per la capacità di collaborazione che mostrano , per un tema che li unisce nonostante le differenze idiologiche che contraddistingue le tre giovanili.
Un vero esempio di senso di responsabilità e capacità politica in un tempo dove spesso e volentieri il personalismo regna sovrano nella discussione.

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