Da grande voglio fare lo youtuber !

È il 14 febbraio del 2005 quando nasce la famosissima piattaforma video chiamata YouTube. Il primo video fu pubblicato il 23 aprile dello stesso anno alle 20:27 , e da quel momento in poi è tutta storia. Da allora su YouTube sono stati pubblicati una quantità enorme di video e sono nati altrettanti canali di ogni tipo: didattico, scientifico, storico, di intrattenimento, a tema animazione, satirico e incentrato sulla categoria Gaming, ossia sul fare video dove si gioca ad un particolare videogioco e nel mentre si commenta il gioco e si parla del più e del meno.
In molti casi sono cresciuti in primis proprio canali appartenenti a quest’ultima categoria, ma ovviamente non solo.
In Italia un esponente di spicco del mondo YouTube storico sarebbe sicuramente il canale di FavijTV, incentrato sia sul gaming che sull’intrattenimento vario.
Mentre sul piano mondiale il Re per eccellenza del sito di condivisione è indiscutibilmente lo svedese Felix Kjellberg in arte Pewdiepie. Il suo canale – nato nel 2010 – è stato a lungo quello con più iscritti al mondo prima di contendersi il primato in una gara sempre in atto con il canale-azienda indiano T – Series.
Nei suoi più di 15 anni di esistenza questo sito di condivisione ha sicuramente lasciato un impatto importante alla società , influenzando ogni settore e persone di ogni età. Ovunque sono nati canali YouTube, per ogni esigenza, per semplice desiderio di avere un canale, e nel caso di aziende come strumento comunicativo-pubblicitario, come una vera e propria moda.
E ovviamente anche i più giovani di tutti sono stati colpiti. Specialmente negli ultimi anni dove l’età media del primo contatto con un cellulare ed internet di un ragazzo è estremamente bassa, tanto che anche Fabri fibra cantava nel 2017: a 15 anni oggi tutti youtuber.
Però soffermiamoci meglio su quel “oggi tutti youtuber”.
Non sono solo nati canali YouTube come funghi, ma la figura professionale dello youtuber è diventata una vera e propria moda a se. Insomma oggi oltre ai tradizionali calciatori, astronauti e corridori di Formula 1 si aggiungono ai mestieri-sogno anche gli youtuber.
Però va detto che esiste una bella differenza tra un calciatore ed uno youtuber, e non solo perchè uno si allena per una gara sportiva e l’altro invece deve registrare e modificare un video. Infatti, a differenza di molti mestieri la figura dello youtuber non ha delle tutele o regolamentazioni legislative precise. Se si volesse collocare pure solo teoricamente questa figura – come per i riders e altri “nuovi lavoratori” – ci si trova in difficoltà. Perchè loro firmano un contratto di collaborazione con YouTube ma il loro guadagno dipende in parte da loro stessi e in altra parte da mezzi forniti da Google , e per poter dichiarare i loro introiti all’Agenzia delle Entrate in Italia questi sono obbligati ad aprire una P. IVA e nonostante ciò si incombe in difficoltà per i modi in cui vengono dichiarati. Si potrebbe volgarmente dire che il loro si tratta di una forma di “dipendenza-autonoma”.
Certamente questi nuovi professionisti non sono rimasti esattamente con le mani in mano però, e numerosi esponenti della piattaforma si sono espressi sui diversi problemi presenti su quest’ultima, come anche il famoso algoritmo per esempio, sempre in continuo aggiornamento e mai veramente compreso.
Uno degli esempi più forti del malumore di questi individui e le loro odissee è sicuramente quello del canale GioPizzi – canale a tema politico-sociale del gruppo italiano della piattaforma.
Infatti GioPizzi in un suo video del settembre del 2019 ipotizza e parla della teorica necessità della nascita di un sindacato degli youtuber. Una cosa che a primo impatto può lasciare stupiti ma che dopo una giusta riflessione può avere senso considerando appunto come questo stia diventando e possa diventare un mestiere come tutti.
Un sindacato che – si spera, insieme a della legislazione – renda chiare le condizioni di questi lavoratori, la loro identità, i loro diritti, le regole che devono seguire, e ovviamente che li aiuti ad avere abbastanza voce per ottenere le risposte che cercano. Un primo passo è stato fatto in Germania, dove si è formato un primo esempio di sindacato per gli youtuber unitosi a quello del locale gruppo metallurgico. Ma la strada è ancora lunga.
Ecco è triste vedere i sogni che si infrangono ma bisogna fare i conti con la realtà. La vita da youtuber non è certamente una facile, ma forse è ora che almeno inizi ad esserlo di più .

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