Gli adesivi dei Giovani Socialisti (FGS) che provocano la politica, i politici e i loro coetanei.

“CHI HA VOTATO SÌ È GIÀ MORTO. CHI HA VOTATO NO CAMBIERÀ IL MONDO.”

Queste le parole che si trovano sui manifesti targati FGS(Federazione dei Giovani Socialisti) che stanno girando in diverse città – Roma, Palermo, Firenze e Bologna alcuni esempi – che in concomitanza con le manifestazioni ostili ai DPCM contribuisce a rendere turbolenta l’atmosfera nell’Italia della seconda ondata covid.
Parole, queste, che rimandano provocatoriamente al referendum dello scorso Settembre sul taglio dei parlamentari, dove con più del 60% dei voti fù confermata la riforma già approvata dal parlamento che diminuiva il numero di parlamentari eletti – sia al Senato che alla Camera.
Queste parole sono accompagnate da un messaggio della stessa giovanile in risposta al ministro degli esteri e ex capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio dove i Giovani Socialisti chiedono di non prendere in giro il popolo italiano con “….armi di distrazioni di massa…” in riferimento alla proposta del capo della Farnesina di tagliare gli stipendi dei parlamentari e i privilegi della politica, che “alla luce di quello che sta succedendo può essere accolto solo da una sonora pernacchia”, definite – le parole dell’esponente 5s – essenzialmente specchietti per le allodole in un momento critico come quello in cui si trova oggi l’Italia. Poi il messaggio viene rivolto ai cittadini – gli viene chiesto di smetterla di prendersi in giro da soli – e ai commercianti, dove sui social scrivono ancora “…le piccole categorie continuino pure a protestare in piazza, tanto in Parlamento non ci entrano più…”. E ancora : ” Poco più di un mese fa c’è chi si è collocato fuori dalla storia, diminuendo il suo peso e lavandosene le mani: gente che non ha più niente da dire nè da fare. C’è chi invece vuole svolgere un ruolo, e non si arrenderà mai al silenzio a cui sono stati destinati i giovani, le minoranze, i deboli, e gli sfruttati di questo Paese.” Il codice QR presente sul volantino porta inoltre ad una pagina dove si legge ” Il taglio della democrazia è la porta sbattuta in faccia ad una generazione: ribellioni!”.
Qualche settimana prima inoltre si era lanciata un’altra provocazione ancora. Venne avvisato che in occasione del tesseramento invece della tessera già preannunciata ci sarebbe stata una novità. Era già stato annunciato che le tessere sarebbero state un omaggio ai coetanei di diversi Paesi che lottavano per diritti civili e sociali. La novità era che tra quei Paesi è ora stato incluso anche il nostro. Le motivazioni quelle spiegate prima, i risultati referendari. Secondo la FGS dopo il 22 Settembre “….bisogna prendere atto che in Italia la Democrazia è compromessa”, questo unito alla scarsa libertà di stampa, corruzione dilagante, precaria separazione tra politica e magistratura porta ormai a pensare che “…c’è poco su cui “vigliare” e troppo per cui ribbellarsi”.
La Giovanile infine spiega di aver aggiunto l’Italia in quell’elenco perchè vuole fare da voce a quella generazione che della Democrazia ha bisogno , spingendola a “prendersi la scena” , e esortarla a metaforicamente “prendere le armi”.

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