Giornata internazionale del diritto allo studio: Gioventù Nazionale risponde ad Azzolina.

Oggi 17 novembre ricorre la giornata internazionale del diritto allo studio. Un giorno di valore doppio in questa tornata, dove in un anno colpito dalla pandemia di covid – 19 sono non poche le difficoltà del nostro sistema scolastico per riadattarsi ai tempi.
E proprio in questa giornata-simbolo alza la voce Gioventù Nazionale ( associazione giovanili di Fratelli d’Italia) tramite il suo presidente nazionale , Fabio Roscani.
Il presidente di GN scrive una lettera al ministro dell’istruzione in risposta alla sua lettera mandata agli studenti italiani.
Nel testo di Roscani si legge che la scuola è 《 maestra di vita…》 dove gli studenti si formano didatticamente e culturalmente, ma imparano anche ad affrontare le sfide del vivere quotidiano e a integrarsi nella società. Lezioni che si faticano ad imparare a distanza.
Gioventù Nazionale bacchetta anche sulle scelte fatte durante il periodo estivo per preparare l’anno scolastico all’epoca covid, e si chiede se veramente siano state ipotizzate soltanto le misure poi applicate – secondo il presidente della giovanile – in modo scarso e goffo. Quindi l’utilizzo di banchi monoposto e a rotelle. Arrivati spesso dopo la chiusura degli istituti. L’autore della lettera poi dice cosa avrebbe dovuto fare secondo lui il ministro: mettere i piedi saldamente a terra fino a quando non fosse stato ottenuto un piano concreto per le scuole che contenesse una seria soluzione per i trasporto con collaborazione tra pubblica e privata, e venisse assicurato un piano di screening settimanale per studenti e personale scolastico.
Si spiega sempre nella lettera come il ruolo della Azzolina dovrebbe essere uno di grande valore, responsabile di evitare che la grave situazione attuale danneggi la formazione dei più giovani, e il riconoscimento della sua inadeguatezza a tale ruolo.
Infine si conclude con la richiesta delle dimissioni del ministro. Per dare – come si dice nel testo – un vero regalo alle giovani generazioni e dimostrare l’esistenza di una politica capace di pensare al bene comune.

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