Defensor Fidei: Erdogan nuovo profeta dell’islamismo?

Ankara contro Parigi.

Non è un segreto ormai che tra Turchia e Francia, vi sia una profonda inimicizia, nata dalle contrapposizioni nei teatri Libico-Siriano, Cipriota e Mediterraneo. L’atteggiamento “neocoloniale” o “postcoloniale”, portato avanti da Parigi in Paesi mediorientali, come il Libano, o gli stessi interessi di Parigi nello “scatolone di sabbia”, non hanno fatto che stimolare l’ostilita turca nei confronti sia della Francia che, più amplificatamente, all’intera UE.

Nei giorni scorsi abbiamo assistito ad una vera e propria escalation di odio nei confronti della Francia e di Macron, a seguito della difesa, da parte di quest’ultimo, della libertà d’espressione del Paese d’oltralpe. Un’escalation di odio che ha contrapposto, anche se indirettamente, il mondo arabo ed il “mondo libero”, o per trascendere da una terminologia da guerra fredda, l’Unione Europea.

I retroscena dell’ondata di terrorismo del 2015

La famosa ondata di terrorismo del 2015 nacque, tra le altre cose, dall’ostilità che il mondo islamico covava verso la Francia che all’epoca interveniva indirettamente nei teatri siriani. Ciò portò lo Stato Islamico a indire una “guerra santa” in primis contro la Francia e l’Europa, che ha portato alle stragi del Bataclan, dello Stade de France, della Promenade des Anglaises di Nizza, ma anche agli attacchi di Londra, Barcellona e Berlino.

Similmente, oggi l’ondata di odio contro la Francia è nata per motivi geopolitici mascherati da motivazioni religiose, con l’accuse di Erdogan contro Macron per le dichiarazioni sulla libertà d’espressione, a difesa del Professore assassinato, il mondo islamico si è sentito attaccato e ha trovato in ciò il pretesto per compiere i gesti che abbiamo visto a Parigi, Nizza e Vienna.

La Grandeur moderna

Interventi Francesi nel mondo, il pilasto della Grandeur.

La Geopolitica francese moderna, si basa su un concetto postideologico di intervento globale per mantenere una certa dose di influenza. Di fatto, la Francia moderna si è distaccata dall’ideologia coloniale del secolo scorso, anche a causa del processo di decolonizzazione del periodo postbellico, abbracciando però una politica di interventismo globale sulla falsa riga di quanto attuato dagli USA e dall’URSS durante la Guerra Fredda.

La caduta del Patto di Varsavia, di fatto, ha aperto alla Francia una nuova finestra sul mondo, dandole la possibilità di inserirsi in quei contesti che un tempo erano prerogativa esclusiva di USA e URSS.

Dopo un iniziale periodo egemonico francese nel continente africano però, la Francia è entrata, seppur non ufficialmente, in competizione con la Repubblica Popolare Cinese, la quale anch’essa ha visto nel crollo dell’URSS, la possibilità di accaparrarsi un posto al sole nel continente africano.

Parigi dunque deve condurre una competizione su più fronti, approfittando delle situazioni di instabilità del continente Africano per inserirsi come garante, talvolta anche a nome NATO o sotto mandato ONU. Esempio di ciò è il coinvolgimento delle truppe francesi, in particolare della Légion Etrangére, nel Sahel, o l’impegno francese, in collaborazione con anche la Marina Militare Italiana, nelle operazioni antipirateria in Somalia e nel golfo di Aden.

La contrapposizione

Lo schieramento attuale:
Blu: Francia, Azzurro: UE ed alleati, Azzurro e Verde: Zone d’influenza francese in Africa
Rosso: Turchia e Paesi dove ci sono state manifestazioni antifrancesi
Giallo: Turchia e Paesi che hanno preso parte all’embargo sui prodotti francesi

La contrapposizione tra la Francia ed il mondo islamico si è delineata quando, nei giorni scorsi, il Governo Francese ha condannato le azioni dell’assassino di Samuel Paty che, dopo una lezione sulla libertà d’espressione durante la quale ha mostrato alcune delle vignette di Charlie Hebdo che gia avevano aizzato l’odio contro la redazione nel 2015, è stato decapitato da un suo stesso studente.

Sembra apparentemente un motivo futile per far scoppiare una contesa internazionale, ma similmente al “pretesto” che fece scoppiare la Prima Guerra Mondiale, la Turchia ha colto questa occasione per scagliarsi contro la Francia, facendo escalare una reazione a catena di odio antifrancese in tutta la regione mediorientale, fino ad includere il Maghreb e la valle dell’Indo.

Dopo infatti la prima tensione tra Francia e Turchia, in cui Erdogan ha “assunto” la posizione di defensor fidei dell’islam, una serie di Paesi è stata investita da proteste antifrancesi con atti di odio e manifestazioni che avevamo visto durante l’occupazione americana dell’Iraq. Bandiere bruciate, fotomontaggi sensazionalistici di Macron rappresentato come un demone, cori e proteste fuori dalle ambasciate, finanche alcuni atti di vandalismo.

Se da un lato abbiamo le manifestazioni autogenerate, dall’altra parte abbiamo una vera e propria strategia geopolitica per indebolire la Francia: l’embargo.

Di fatto, alcuni Paesi hanno colto l’occasione per dichiarare un embargo commerciale su tutti i prodotti “Made in France”, cercando, relativamente invano, di danneggiare l’economia transalpina.

Gli eventi in Francia

Il 5 ottobre, il Professore Samuel Paty tenne una lezione di educazione civica sulla libertà d’espressione, mostrando alcune vignette satiriche di Maometto. Dopo quella lezione, un genitore di una studentessa musulmana allieva di Paty, legato all’imam fondamentalista Abdelhakim Sefrioui, fece partire una campagna d’odio contro il professore e un rifugiato ceceno, anch’esso legato all’imam, si recò a scuola, pagando 350 euro a due ragazzini per farsi indicare il professore, dopodichè entrò in azione.

L’opinione pubblica, a seguito degli eventi, si è spaccata, con molti dei musulmani non integrati, residenti in Francia, che si sono schierati contro il professore, mentre la gran parte della società, tra cui lo stesso Presidente Emmanuel Macron, si è schierata dalla parte del professore, condannando il gesto, e creando un notevole disagio nelle frange più islamiste della società francese. Ciò ha portato agli attacchi di Nizza, Tolosa e degli altri attacchi che tra Ottobre e Novembre hanno colpito la Francia.

L’opinione

La Francia non è sicuramente in una posizione comoda, essendo una delle realtà più attive negli scacchieri geopolitici, attira su di se, e sui suoi cittadini, molto odio da parte dei rigurgiti estremisti presenti nelle società mediorientali e nordafricane. Ciò porta ovviamente a una situazione di tensione inter-partes all’interno della Francia, dove queste realtà convivono, e a volte scoppia in gesti ingiustificabili come quelli trattati da questo articolo.

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