I meme: da dove vengono e che potenzialità hanno?

Chi si ricorda del buon vecchio Trollface? Eh sì, il Primo meme, nato su internet, il 19 settembre del 2008 e che girava ormai in modo virale nei primi anni 10′ del 2000.
Forse non molti ormai, perché da allora il mondo dei meme ne ha fatti di passi.
Fino agli inizi del decennio scorso erano ancora pochi, talmente pochi che si potevano contare sulle dita di una mano, ma non ci è voluto molto perchè questo fenomeno diventasse un mondo enorme.
Oggi può nascere un meme ogni giorno, e non solo un disegno o foto può diventarlo. Anche un video di pochi secondi, o addirittura da qualche annetto anche uno sticker su Whatsapp può diventare – seppure in forma minore e più ristretta – un meme. Nonostante ciò, questo termine non ha origine nei giorni nostri, infatti esso fu coniato nel 1976 da Richard Dawckins per definire il fenomeno socio-culturale che rendeva famose un’idea, stile, oggetto, proiettandolo nella cultura di massa in poco tempo. Ma ci sono anche esempi di “meme” nella storia sin dall’età napoleonica con le vignette satiriche che ritraevano napoleone come un galletto saccente e l’Inghilterra come un cane rognoso, fino poi ad arrivare alla seconda guerra mondiale in cui si sviluppò il meme “ Kilory was here ” : un piccolo omuncolo pelato e con il nasone che spuntava da dietro un muro. I meme nella storia hanno sempre avuto un grande impatto mediatico nonostante i mezzi di propagazione fossero pochi. Grazie alla nascita di internet tutto il meccanismo dei meme ha trovato un nuovo mezzo di espansione. Basti pensare che il Trollface deve la sua popolarità ad uno dei primi pochissimi social, 4chan, e oggi di social ne esistono diversi e tutti dotati di una grande popolarità, Facebook, Instagram, tiktok – e anche YouTube -, tutti luoghi dove oggi possono nascere e diffondersi meme in quantità e di ogni tipo. Inoltre c’è da dire che nel caso di foto e video il fenomeno non è riservato soltanto a celebrità già note, una qualsiasi persona colta nella giusta situazione può diventare virale.
Questa massiva esposizione mediatica fa sorgere, però, dei dubbi sul quale potrebbero essere le funzioni e le potenzialità propagandistiche, sociali e culturali di questo fenomeno. Per quanto oggi il fenomeno dei meme sia visto popolarmente come qualcosa di goliardico, volto alle ristate di un pubblico giovane, possiamo già vedere come rappresenti, forse in maniera distopica o semplicemente in un ipotetico futuro vicino, un grande meccanismo di influenza e strumento di marketing. Un esempio può essere la campagna pubblicitaria di qualche anno fa di una filiera della nota banca Intesa San Paolo, un video nel quale la squadra della banca, dal dirigente al più semplice dipendente, prima si presentano e espongono i rispettivi ruoli e poi cantano lo slogan: io ci sto, io ci metto la faccia! Questo video, reso un meme grazie alla sua involontaria natura comica, fece molta pubblicità al gruppo bancario.
Quindi possiamo concludere che l’odierno fenomeno dei meme non è altro che uno dei tanti meccanismi di mediazione pubblica capace di influenzare le masse, che come sempre nella storia sarà osannato e criticato, ma anche acclamato, come successo per i meccanismi e i modus operandi delle radio e della tv ed ora internet che a differenza delle precedenti ha una straordinaria capacità di cambiare e di reinventarsi.
L’unica verità è che stiamo vivendo un periodo di continuo mutamento che ci fa pensare anche alle sorti del nostro futuro.

Articolo di : Giuseppe Porcaro e Lorenzo Sodano

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