Quanto costa creare un videogioco?

Sappiamo tutti quanto può costare un videogioco appena uscito, generalmente intorno ai 70/80 € . Ma chissà come si arriva a questo prezzo, questo magari ce lo chiediamo meno. Beh, per calcolarlo vanno considerate molte cose sulla produzione di un tale videogioco. In primis ovviamente va considerato dove si programma e crea, se il gioco viene “montato” in un Paese dove la fiscalità è più vantaggiosa è normale che costerà meno rispetto al caso in cui venisse creato in un altro – anche se di consueto si tende ad applicare lo stesso prezzo per ogni prodotto senza mai aumentarlo, per evitare di sforare il limite che molti consumatori non vorrebbero superare. Poi vanno considerati i vari costi dei singoli settori e passaggi che portano alla nascita del prodotto, quante persone vi ci partecipano e quali passaggi vengono fatti da una singola azienda o da più società esterne. Perchè è ovvio che se per un determinato periodo si ha un alto numero di programmatori questi necessitano di uno stipendio non indifferente, e si consideri inoltre come in tutti i mestieri se si tratta di un programmatore più giovane, o con più esperienza, che ovviamente costa di più. Poi ovviamente ci sono le spese di grafica, che vanno intorno a qualche migliaia di euro a dipendere dal modello desiderato. Il processo è poi più complesso rispetto ad un semplice “ordine e lavoro”, cioè, prima ci sono i disegni di design, poi le versioni 3d, e in certi casi ovviamente le modifiche, queste ultime spese di solito aggiuntive ma onnipresenti e non di poco conto, qualche migliaia di euro circa in media a modello e ovviamente va considerato sempre la complessità e dimensione di tale modello. Poi c’è ovviamente dopo la grafica , per alcuni pezzi, l’animazione, che con l’ultimo modello del motion capture necessita di spese suddivise in attori, studio di animazione e ovviamente durata di tali registrazioni. Qui di solito i prezzi girano, per un blockbuster considerato AAA dalla critica, intorno alle decine di migliaia di euro. Ma esiste anche la parte audio e musicale, e anche qui, vanno considerate diverse variabili, la qualità dell’orchestra o dello studio di
registrazione per esempio. Quando poi giochiamo e capita che trapassiamo un muro? I bug ovviamente sono importanti da considerare – nel senso che anche i costi di pulizia di questi vanno considerati, e non sono certamente pochi. Inoltre, non va dimenticato che proprio perché a lavorare su un gioco ci sono molte persone che si occupano dei diversi momenti della sua creazione non è da mettere da parte l’idea di un buon engine, ossia il motore su cui si basa il funzionamento non solo della creazione ma anche del successivo operare del gioco. Avere un engine altamente performante e duttile consente la lavorazione allo stesso tempo di più persone e l’ammortizzazione di tempi e spese. Però non tutte le case di produzione ne posseggono uno proprio come il RE engine di Capcom e va quindi calcolato il necessario per l’acquisizione, che spesso si traduce nell’acquisto dell’Unreal engine che si è dimostrato in grado di reggere qualsiasi tipo di gioco, con spese di solito a 5 zeri. Engine che inoltre consente di adattare i giochi su console ma anche su PC tramite l’ottimizzazione che, in particolari casi come quello di Cyberpunk 2077, può anche creare più di un problema e costringere le aziende produttrici a rimandare la data d’uscita. Infine come sappiamo che uscirà un nuovo gioco? Perchè vediamo la pubblicità in TV, su instagram, su internet. Un bel pò delle spese conteggiate nella creazione di un videogioco coinvolgono la campagna marketing della sua vendita, la creazione di trailer accattivanti come quelli di Ubisoft, sempre apprezzati. È spesso proprio una buona campagna pubblicitaria che può salvare o mandare in bancarotta una società che si occupa della creazione dei videogiochi. Quindi, abbiamo capito che non è un gioco da ragazzi -scusate il gioco di parole – fare un gioco. Speriamo che ora dopo questo articolo sia più chiaro quale sia e quanto sia l’economia intorno al mondo della programmazione.

Articolo di :Nello Iamunno e Giuseppe Porcaro.

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