NO STREAM DAY: LA RIVOLTA DI TWITCH

Lavorare sul web è troppo spesso una professione sottovalutata, un mestiere al quale la nostra società, ancora un po’ retrograda sotto certi aspetti, dà un valore inferiore ed una considerazione ancor minore rispetto a quella che meriterebbe. Risulta sempre più semplice cadere in tentazione di giudicare il mondo della rete, definendolo come senza filtri, ove c’è la possibilità di dire ogni cosa senza curarsi delle conseguenze. La verità è però diversa, e scavando a fondo nelle dinamiche che ci sono all’interno della professione del content creator, in particolar modo su Youtube e Twitch, è facile notare come risulta molto più facile del previsto commettere un errore, che potrebbe anche portare, in casi limite, alla conclusione della propria attività lavorativa. Proprio da questa doverosa premessa si può analizzare adeguatamente l’iniziativa tutta italiana del “no stream day”, che consiste in un giorno (mercoledì 10 dicembre) nel quale gli aderenti alla protesta pacifica, siano essi streamer o utenti,  non dovranno streammare né entrare su Twitch per richiamare l’attenzione della piattaforma e ricevere chiarimenti sulla politica intrapresa e sulle cose che si possono e non possono fare all’interno di una stream. Il movimento “no stream” è solo l’apice di un iceberg che ha al di sotto del livello dell’acqua numerosi casi di ban (sospensioni delle attività di pubblicazione di contenuti per un certo periodo di tempo) per i quali non sono stati specificati i motivi, se non con comunicazioni di livello generale, come ‘incitazione all’odio’ oppure ‘autolesionismo’. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il caso dello streamer “Sdrumox” che, dopo un ban iniziale di 6 mesi, è stato bannato definitivamente con una comunicazione arrivata alla fine dei 6 mesi iniziali, gettando alle ortiche tutto il seguito e l’utenza che si era creato. A partire da questo evento, uno dei componenti del Cerbero Podcast, seguitissimo canale Twitch, ha pubblicato sul suo profilo Instagram il “manifesto” del no stream day, ovvero un post lungo 6 pagine nel quale vengono esplicitati i motivi e le soluzioni che tutti gli streamer italiani vorrebbero, affinché siano sicuri dei contenuti che possono essere pubblicati. Il testo è strutturato in punti ed ognuno illustra un aspetto da rivedere delle politiche della piattaforma viola. Nel primo si chiede chiarezza nelle regole, quantomeno in alcuni punti grigi del regolamento poco chiari che potrebbero portare ad errori inconsapevoli dello streamer, come nel caso della regola che vieta di pubblicizzare uno streamer bannato, dove non si specifica se può essere comunque nominato oppure bisogna far finta che non esista, e quella degli indumenti sessualmente espliciti, puniti in alcune live, mentre in altre passati inosservati; il secondo punto è legato alla parità di trattamento per quanto riguarda le azioni compiute dagli streamer, dato che per azioni estremamente simili, alcuni sono stati richiamati ed altri no. Il terzo è rivolto all’ironia o satira, che spesso per alcuni argomenti è tollerata e per altri no, cosa effettivamente incomprensibile e come ultimo punto del manifesto, ma il più umanamente importante, è quello degli effetti che il permaban (un ban permanente dell’account), in particolar modo se avvenuto per motivi poco chiari e non per ovvia nudità, pornografia o razzismo, può avere sullo streamer, che non può più essere nominato, non può farsi sentire anche solo vocalmente in stream altrui e non può comparire su canali di altre persone, rendendolo ‘morto’ all’interno della piattaforma e intaccando anche le possibilità che esso ha di mantenere rapporti personali all’interno di quest’ultima. L’iniziativa ha subito riscosso molti consensi e ciò sta a significare che l’assenza di chiarezza è percepita da tanti e che, nonostante la protesta sia scaturita dal caso Sdrumox è chiaro che essa non si pone come obiettivo quello di togliergli il ban, ma partire dal suo accaduto per avvisare Twitch che le sue politiche rischiano di rovinare la carriera di persone che mettono passione e dedizione all’interno del proprio lavoro, stando sempre attenti ai contenuti da portare e che per colpa di un banale errore o di un’incomprensione potrebbero subire gravi ripercussioni, economiche e personali.

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