Internet bene comune

Col passare del tempo e l’evoluzione delle nostre società abbiamo compreso nelle epoche moderne che in un Paese che vuole dirsi civile esistevano dei principi, dei diritti fondamentali.
Come quelli alla salute e all’istruzione per esempio, che proprio in questo periodo sono sotto i riflettori a causa delle conseguenze portate dalla pandemia.
E proprio dal tema dell’istruzione va a collegarsi il discorso che vorrei aprire. Da marzo gli studenti dalle elementari agli atenei sono stati introdotti all’ormai famosissima DAD e sono quindi venuti a conoscenza o più a contatto con nuovi problemi. Tra questi la scarsa o totale assenza di connessione internet.
Le difficoltà si sanno o si possono immaginare. Difficoltà nel connettersi alle lezioni, a ricevere, scaricare o riprodurre contenuti ecc. .Trascurando la ovvia discussione che può venirsi a creare tra studenti e docenti sulla verità di tali difficoltà si evidenzia una problematica reale e non di poco conto. In un mondo dove tutto tende ad andare sempre più verso la digitalizzazione non è pensabile in primis che tra i problemi che vanno a presentarsi ci sia quello di una scarsa connessione internet e in secondo che questa mancanza di internet diventi l’ennesimo oggetto di disuguaglianza sociale. A scuola in primo luogo, dove dovrebbe esserci un uguale punto di partenza per la formazione delle future generazioni, ma non solo. Il divario digitale – o digital divide in inglese e nel gergo comune – coinvolge anche le periferie, i meno abbienti e si presenta come ennesima dimostrazione di disugualianza tra nord e sud. Disuguaglianza che colpisce ogni ambito della vita ma sopratutto – insieme all’istruzione – il mondo del lavoro.
Se da un lato le persone potrebbero tagliare le spese di trasporto e scavalcare i problemi dovuti alla distanza tra casa e posto di lavoro dall’altro vedono presentarsi un’altra di difficoltà, dovuta alla scarsa connessione digitale.
Anche la moderna gestione di attività commerciali ed imprenditoriali ne risente. Visti i taglio della burocrazia fatta negli ultimi anni per individui ed imprese ora molti passaggi per la quotidiana amministrazione di una qualsivoglia professione necessitano la connessione ad internet per potersi collegare ai siti e piattaforme dei vari enti.
Neanche lo Stato, come ente in sè stante non può e non potrà andare troppo avanti senza risolvere questi problemi. Esempi ne sono state le numerose imbarazzanti gaffe riguardanti l’ordinario funzionamento dei vari organismi del nostro Paese in questo periodo.
Poco importa, credo, quale sia il modo in cui venga tappata questa buca, se per mano pubblica o con una collaborazione tra Stato e privati. Cosa certa è però che, se il mondo col progresso cambia bisogna sapere adattare tale cambiamento alla società.

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