Il problema del disimpegno

Il presidente americano Donald J. Trump ha annunciato il ritiro dei settecento soldati americani impegnati nella missione di pacificazione in Somalia. La loro presenza sul territorio, coadiuvata da quella dell’Unione Europea, con le missioni dell’EUFOR “Operazione Atalanta” e “EUTM Somalia”, è stata fondamentale negli ultimi anni per garantire la tenuta del neonato regime democratico del Paese, contrastando i tentativi di al Shabaab di rovesciare il regime politico del Paese per instaurare una teocrazia islamica che sarebbe un grave problema per la libertà dei popoli della zona nonché di quelli circostanti. Sarebbe altresì arma di radicamento dei gruppi estremisti dell’Africa affacciata sull’Oceano Indiano aprendo la via a futuri e pericolosi attentati in UE o USA. Il disimpegno, in ottica isolazionista, del presidente uscente viene dunque a configurarsi come una sorta di bandierina da agitare dinanzi ad un elettorato scontento e per larga parte radicalizzato, come si è visto negli scontri di questi giorni dopo la sconfitta alla Corte Suprema degli Stati Uniti d’America, che, nonostante la maggioranza conservatrice, ha rifiutato anche solo di esaminare la richiesta di 17 stati, sollevata dal Texas, di sovvertire l’esito del voto negli swing states fondamentali per garantire la vittoria al Democratico Joe Biden sulla base di non provati e non meglio specificati improbabili brogli, già categoricamente negati dell’Osce e da 59 sconfitte della campagna Trump, con il team di legali guidato da Rudy Giuliani, ex sindaco di New York, che ha incassato numerose batoste dalle corti statali e federali d’appello e non. Una mossa di politica estera utilizzata per dare un contentino a un blocco monolitico che sarà fondamentale per futuri equilibri nella politica americana e per quanto concerne in particolar modo il Grand Old Party. Per fortuna la UE pare non aver perso il senno e conferma la presenza sul territorio dei nostri 1323 soldati, di cui 1200 occupati in operazione di contrasto alla pirateria e di fornitura di aiuti alimentari alle grandi sacche di povertà provate dalla fame che persistono nel Paese africano e 123 per l’addestramento delle truppe di polizia locali, con la finalità di assicurare la sicurezza della popolazione e il mantenimento delle raggiunte libertà civili e democratiche. Importante prova della loro resistenza sarà data dalle elezioni presidenziali e parlamentari che si svolgeranno nel corso del prossimo anno. Ciò che può senz’altro insegnarci questa vicenda riguarda la strumentalizzazione di mosse politiche che hanno un reale impatto sulla vita di tante persone ora complicata da una decisione che un personaggio allo sbando intende utilizzare per soddisfare le richieste della sua base di sostegno. L’ennesimo scontro tra ideologia e pragmata, fatti concreti.

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