Studenti Senza Frontiere: Jack

Intervista condotta in inglese su Zoom nell’ottobre del 2020 con Jack, un ragazzo di Chengzou, Cina. La trascrizione è stata modificata e adattata per una lettura migliore.

Marco: In realtà è la prima volta che registro una videochiamata su Zoom. Quindi, uhm, spero che funzioni. Okay, allora, possiamo cominciare. Per prima cosa, che ne dici di parlarci un po’ di te così i nostri lettori ti cominciano a conoscere?

Jack: Tipo, una breve presentazione?

M: Sì, quello che ti senti di condividere.

J: Okay, allora, frequento le superiori, ho diciassette anni e sono cinese. Mi piace fare sport, come il basket o il tennis, e il mio cibo preferito sono i ravioli. Quelli fatti di riso, conosci?

M: Sì, sì, li ho provati in un ristorante una volta, qui a Venezia, sono molto buoni, quelli con la carne.

J: Sì, proprio quelli. Di solito sono molto in voga durante i festival.

M: Ok, hai detto che hai diciassette anni e sei uno studente delle superiori dall’altra parte del globo, quindi ero curioso di sapere com’è un tuo giorno tipo. Quando ti alzi? Cosa fai? Etc etc.

J: Casa mia è relativamente vicina alla scuola, quindi mi alzo verso le sei del mattino. Le lezioni cominciano alle sette e finiscono alle cinque e mezza del pomeriggio, anche se alcuni studenti, ma questo è opzionale, possono scegliere di fare ore in più di studio autonomo, quindi finiscono alle nove e tre quarti della sera. Cenano lì e studiano.

M: Quindi pranzate tutti a scuola?

J: Sì.

M: E, finendo scuola tutti i giorni alle cinque del pomeriggio, quanto tempo dedichi allo studio a casa?

J: Quanto tempo dedico allo studio a casa? Allora, io non sono uno di quelli che sceglie di rimanere a scuola a fare studio autonomo, quindi penso di studiare di meno in confronto ai miei compagni, visto che lo faccio principalmente a scuola durante le pause.

M: Perciò per uno studente cinese che non fa le ore extra, le ore dopo scuola sono di tempo libero? Generalmente?

J: Dipende. Molti devono studiare anche a casa, perché per esempio io voglio fare un college (università, ndr) fuori dalla Cina, quindi andrò a vivere all’estero. Ma molti dei nostri studenti si iscrivono a college cinesi, e quindi devono fare un esame standardizzato*. Lo conosci?

*[Un esame la cui valutazione è fatta su standard generali e uguali in tutto il Paese, e non dipende da particolarità locali o degli studenti, ndr.]

M: Ne ho sentito parlare, ma è meglio che tu lo spieghi anche per i nostri lettori.

J: Ok, allora, il gao kao (高考; “Esame per l’istruzione superiore”) è quest’esame estremamente competitivo, perché viene fatto contemporaneamente da milioni di studenti delle superiori. Il fatto è che, se vuoi andare in un college migliore, allora devi andare molto bene in questo esame, o comunque meglio degli altri; non solo, ma le scuole e le famiglie hanno degli orari molto stringenti, molto severi proprio a causa di questa competitività. Quindi studiano più che possono per poter avere successo.

M: Quindi se sei uno studente cinese che vuole fare un college cinese, sacrifichi il tuo tempo libero?

J: Già.

M: Hai parlato dei college, dell’esame che uno deve fare per entrarci, quindi pensavo: come funziona a grandi linee la scuola da voi? Per esempio, quanti anni dura, che vacanze fate, com’è strutturata la cosa?

J: Praticamente, le superiori durano tre anni. Per quanto riguarda le vacanze, ne facciamo alcune di “globali”: il primo di maggio, capodanno, etc etc. A parte queste, ci sono le vacanze invernali e quelle estive. Quelle estive durano circa due mesi anche se quest’anno è speciale perché cominciamo più tardi. Invece quelle invernali sono a cavallo tra gennaio e febbraio.

M: Per esempio, giusto per fare un paragone tra i nostri due paesi, qui in Italia a parte quelle globali che hai detto, come il primo di maggio, giorno dei lavoratori, le nostre vacanze estive durano tre mesi da giugno fino a metà settembre. E quelle invernali sono due settimane tra Natale e il sei di gennaio. A proposito, voi celebrate il Natale? Sono anche curioso di sapere se celebrate qualche festival tradizionale.

J: Uff, il Natale… Allora, noi non lo celebriamo così tanto quindi non facciamo cose speciali in quel periodo; ma le nostre vacanze invernali girano attorno al capodanno cinese che si basa su un calendario diverso da quello che si usa nel mondo. Quindi il nostro capodanno è tra febbraio e marzo, normalmente a metà febbraio, e in quel tempo gli studenti possono rilassarsi e praticare attività tradizionali, coinvolgersi.

M: Hai detto rilassamento, volevo giusto chiederti come spendi il tuo tempo libero; che cosa fai per rilassarti? Noi, in tempi normali ovviamente, tra le altre cose usciamo con gli amici, andiamo fuori a mangiare per esempio. Cosa si usa fare tra di voi?

J: Allora, nel tempo libero mi piace giocare a basket con i miei amici, e a volte ci troviamo anche solo per fare un giro, magari studiare o andare ad una caffettiera, o cose del genere.

M: Vedo che non siamo così diversi. Quindi insomma, si può andare in giro tra i locali, ci sono i posti aperti per fare sport. A proposito, giochi a basket con una squadra? Magari con la squadra della scuola? Che rapporto possono avere gli studenti cinesi con lo sport a scuola?

J: Sì sì, abbiamo questa cosa del basket, anche se la mia scuola non è così brava (ride), ma partecipiamo nel torneo cittadino. E potremmo anche andare più avanti.

M: Quindi la vostra squadra compete contro altre scuole della città, e se vincete abbastanza partite salite di livello e così via? Interessante. Noi, ti dico, abbiamo qualche squadra competitiva, di scherma per esempio, ma in Italia non c’è questa cultura del torneo tra scuole come c’è da voi, o negli USA.

Ma ora, lasciando da parte le cose che facciamo nella vita reale, parliamo di internet. I ragazzi come noi oggi sono nativi di internet: usiamo i nostri cellulari e i nostri computer ogni giorno per attività quotidiane, più di qualsiasi altra generazione prima . Mi domandavo, come si vive questa cosa in Cina? Che social network usate, che cose “di internet” sono popolari lì?

J: In Cina? Allora, abbiamo qualcosa di simile a Instagram e Facebook. Principalmente sono due app che si chiamano WeChat e QQ.

[Dopo l’intervista ho dovuto fare un po’ di ricerca, ammetto che nemmeno io le conoscevo bene anche se WeChat l’avevo sentita nominare. Quest’ultima è un’app simile a Facebook, utilizzata soprattutto dagli utenti cinesi e dagli emigrati cinesi per rimanere in contatto con le loro famiglie nella madrepatria. QQ è il servizio di messaggistica istantanea più usato e popolare in Cina, include meccaniche per giochi di ruolo e feed personalizzati per foto, post e altri contenuti.]

M: Più in generale, è sorprendente accorgersi come quello che stiamo facendo, parlarci da una parte del mondo all’altra in tempo reale, fino a pochi anni fa sarebbe sembrato spettacolare, mentre adesso ci siamo abituati; sia per internet come per altre possibilità, come affrontano questa connessione mondiale le persone in Cina, e in modo particolare i giovani? Che possibilità hanno?

J: Per esempio, ho parlato prima di come ho intenzione di studiare all’estero; la mia scuola mi ha offerto tutta una serie di aiuti e possibilità per farlo, tra le altre cose un appartamento dove stare quando ci andrò, per dire.

Per quanto riguarda internet, bisogna dire che in Cina poche persone usano Facebook o Instagram, per adesso: molti usano soltanto i social quasi esclusivamente cinesi. Il governo cerca di filtrare quello che ascolti, ma il web è un fenomeno sempre più forte e sempre più persone possono cercare e ricevere le notizie dal resto del mondo.

M: Quindi non è così facile per un giovane cinese utilizzare questi mezzi, come lo è per un suo coetaneo europeo. Secondo te questo è qualcosa che cambierà?

J: Sì, è probabile che cambi. Rispetto al primo decennio dei 2000, adesso le cose sono un attimo più tranquille, si comincia ad aprire su queste cose.

[ndr: Alla data di pubblicazione per utilizzare Instagram e mole altre app in Cina, a causa dei divieti governativi è ancora necessario l’utilizzo di un VPN.]

M: Per finire, passiamo all’argomento che ha definito il 2020, ultimo ma non meno importante: il coronavirus. Come vanno le cose da voi? Come hanno influenzato la tua vita quotidiana il virus e le misure per contenerlo?

J: Penso che in un modo abbastanza simile al vostro: lockdown in casa, si poteva uscire soltanto per cose assolutamente essenziali, e abbiamo cominciato a fare scuola online. Adesso rimangono alcune misure di sicurezza: c’è un massimo di passeggeri sui trasporti pubblici, e se li usi devi metterti la mascherina. Puoi scegliere di fare scuola da casa, ma se vai in presenza anche lì devi metterti la mascherina. Se ti vengono i sintomi della malattia, lo dici alla scuola e poi ti fanno i controlli.

Ma in generale la situazione è molto più tranquilla, si può andare per strada e si può tornare a scuola.

M: Prima di chiudere, vuoi salutare i nostri lettori?

J: Certo, spero che stiate tutti bene lì, e spero sinceramente in un 2021 migliore per entrambi i nostri paesi. Sono sicuro che vogliamo tutti tornare a normalità, e non vedo l’ora che succeda.

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