I Giovani Democratici contro lo Stage non retribuito.

Il 12 febbraio i Giovani Democratici di Milano hanno lanciato con un post sui social quella che è diventata la prima battaglia unitaria della giovanile dopo lo stallo congressuale, quasi come a significare finalmente “mettiamo da parte i rancori personali e uniamo le forze per ciò in cui crediamo”.
Sì perchè al primo appello ad una riforma – attraverso petizione online – sugli stage partita dai GD del capoluogo lombardo hanno presto risposto tante altre federazioni provinciali, sezioni regionali e anche locali.
I primi sono stati appunto i GD Lombardia, ma la battaglia ha unito i giovani dem di tutta Italia, dal Trentino all’Emilia, da Roma a Napoli – come tutta la Campania – , e anche Locri in Calabria.
Come detto, un grande segno di responsabilità e unità per una battaglia in difesa dei giovani spesso sfruttati – secondo loro – attraverso questo strumento.
Alla fine del loro appello chiedono più diritti concreti per gli stage e un miglioramento dello stato di apprendista, già presente in Italia ma poco usato. Proposte interessanti che hanno colpito anche la dirigenza “dei grandi”, con un sostegno incassato anche dal segretario nazionale del PD Nicola Zingaretti.
Poche parole si possono dire, ma per indicare questa battaglia credo sia possibile anche usare semplicemente un modo di dire molto usato proprio dagli stessi GD, ereditato dal vecchio PCI《 chi ha compagni non muore mai》.

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