La Guerra dei Vaccini

Abbiamo ormai imparato tutti a paragonare l’attuale momento storico che stiamo vivendo a quello vissuto circa cento anni fa dai nostri antenati durante la cosiddetta Spagnola.
Ora però voglio ricordare per un momento un particolare che in questo momento spesso dimentichiamo, che è in un certo senso anche il motivo per cui chiamiamo la pandemia del secolo scorso con questo nome.
L’Influenza Spagnola non si chiama così perchè colpì solo o prima la penisola iberica ma perchè i giornali di quest’ultima erano al tempo gli unici a parlarne a causa della censura presente negli altri Paesi europei che erano impegnati nel primo conflitto mondiale.
Ecco quindi, nel mezzo della Spagnola si combatteva la prima guerra mondiale, e da questo punto vorrei fare una sorta di nuovo paragone con questi nostri tempi e gli eventi di cento anni fa.
In un certo senso, in un modo leggermente forzato è possibile mettere in paragone e analisi la prima guerra mondiale con una situazione che sembra portare in queste settimane ad una “*GUERRA DEI VACCINI*.
La famosa goccia che ha fatto trabbocare il vaso? I primi annunci della casa farmaceutica Pfizer-Biontech di tagli di distribuzione delle dosi dei loro vaccini indirizzati all’Europa – e di conseguenza all’Italia.
Da quel momento in poi non solo gli avvisi di Pfizer sono stati diversi ma agli annunci di questa si sono aggiunti quelli di altre case farmaceutiche, e le conseguenze sono come sempre politiche.
In primis la Commissione Europea ha intrapreso una sorta di guerra fredda per cercare di trattare con le aziende produttrici dei diversi vaccini, tristemente con scarsi risultati, e in seguito cedendo anche sul tabù dello Sputnik – V, il vaccino russo. In seguito poi i diversi Stati dell’UE hanno iniziato a pensare a sè, la Germania ha trattato per dosi aggiuntive per la propria popolazione, seguita poi dopo un po’ di tempo dei cugini austriaci che hanno anche fatto un passo in più decidendo di collaborare con lo Stato d’Israele per fare da sè, e la ciliegina sulla torta l’ha messa l’Italia decisa a prepararsi per l’autoproduzione dei vaccini sul proprio suolo, e con la sorpresa di un contratto di un’azienda privata a Monza per la produzione dello stesso Sputnik. E nel mentre non aiutano le diverse incognite crescenti sulla credibilità del vaccino a cura di AstraZeneca.
E il rapporto geopolitico tra Europa, Stati Uniti, Russia e Cina ?
Iniziamo con gli alleati del nuovo mondo.
Nel suo tentativo di rispondere alla mancanza di dosi nel continente la presidente Von der Leyen ha tentato – fallendo – di convincere gli Stati Uniti del presidente Biden a mandare più dosi in UE ricevendo però un pesante “NO”.
Qui si potrebbe aprire una discussione sul cambio di politica estera-diplomatica sognato da molti con l’insediamento del nuovo inquilino della Casa Bianca che però per la maggior parte non sembra ancora vedersi. Ma non voglio che si pensi troppo in maniera favolesca la situazione in analisi, sappiamo bene che gli USA sono stati tremendamente colpiti dalla pandemia e quindi può essere magari compresa la voglia di Biden di pensare prima ai suoi cittadini.
Nel mentre però la Russia sembra riprendersi grazie alla sua di campagna vaccinale, e – per quanto sia possibile dar retta alle immagini e dati a disposizione del Paese dove tutto è iniziato – anche la Cina sembra sulla stessa strada, mentre noi rimaniamo bloccati sotto il “volere” di aziende private in questo momento valorizzati quanto dei veri e propri Stati sovrani. Una cosa che di conseguenza porta all’autolesionismo europeo e il suo indebolimento sulla scacchiera mondiale, che di conseguenza a induttanza porta ad una ancor maggiore danno al potere dei singoli Stati europei.
Come si risolverà questa situazione? Come farà l’Unione a uscire da questo brutto angolo? Saremo capaci di fare squadra e mettere i piedi fermi per rialzarci?
Auguro che sia così, e il prima possibile.

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