Gli UDS Campania lanciano il loro manifesto: gli studenti vogliono certezze!

L’Italia è da qualche tempo alle prese con la terza ondata di Covid, cosa che ha lentamente portato la chiusura delle scuole su tutto il territorio nazionale. Ad un anno dall’inizio della pandemia però gli studenti non ci stanno, e tra le altre cose vengono pubblicate proposte e manifesti di diversi gruppi e sindacati studenteschi, come il seguente a firma del ramo regionale campano del sindacato Unione Degli Studenti.

Siamo gli studenti e le studentesse della regione Campania, abbiamo deciso di non poter restare indifferenti di fronte alla situazione in cui versa l’istruzione nella nostra regione. E’ passato ormai quasi un anno dalla prima chiusura delle scuole, da allora nessuno è stato in grado di darci certezze, la politica ha preferito continuare a navigare a vista ponendo la scuola come ultimo punto dell’agenda di governo, in perfetta simbiosi con gli ultimi vent’anni di definanziamento strutturale dell’istruzione pubblica. E’ stato gradualmente rinviato il rientro in presenza di settembre, dopo mesi di convivenza con una didattica a distanza che ha significato solo inacessibilità per larghe sacche di studenti e incompatibilità con il ruolo e il senso della scuola. Se durante la prima ondata abbiamo accettato di adattarci alle contingenze pandemiche, pur notando un’incapacità da parte delle istituzioni nazionali e locali di fornire strumenti a tutti per sostenere la dad, non è accettabile che a distanza di un anno la situazione sia quasi rimasta intatta e sia impossibile immaginare concretamente un rientro a scuola in sicurezza. Crediamo ci siano svariate responsabilità sui diversi piani istituzionali, il governo nazionale e quello regionale non hanno avuto la volontà politica di tutelare il mondo della scuola, nella regione Campania il fenomeno della dispersione scolastica è oggi più che mai – come in seguito a tutti i periodi di crisi ai quali si risponde con la macelleria sociale- un problema diffusissimo, si stima una percentuale del 19% in aumento proprio in seguito alle conseguenze economico-sociali della pandemia. Il governo regionale ha però preferito non interrogarsi neppure su come ritornare alla didattica in presenza in maniera sicura, l’ufficio scolastico regionale a partire da quest’estate avrebbe dovuto garantire un rientro in sicurezza in tutte le scuole della regione, individuando luoghi per svolgere le lezioni in sicurezza laddove nelle scuole non fosse stato possibile, coinvolgendo la componente studentesca nella strutturazione di un piano di rientro (e non solo) efficace. Erano gli stessi decreti ministeriali emanati poco dopo il primo lockdown a “suggerire” agli uffici scolastici regionali di garantire spazi in cui svolgere lezioni e assemblee di classe e d’istituto, accedere ai percorsi didattici laboratoriali, oltre al favorire la possibilità di avere accesso ad uno sportello d’ascolto in ogni scuola.

Nulla di tutto ciò è stato reso possibile, e ancora oggi il rientro a scuola rappresenta un’incognita, anche per questo in questi giorni ci siamo mobilitati dal nord al sud della regione e non abbiamo intenzione di fermarci fin quando non saremo ascoltati.

Venerdì 5 febbraio abbiamo svolto un’assemblea regionale studentesca e siamo convinti di dover continuare il nostro percorso mobilitativo, chiediamo un tavolo politico con l’assessora Fortini Di seguito illustriamo le nostre richieste.

-digital divide e diritti in dad

L’introduzione della didattica a distanza non solo ha stravolto il modello di didattica, rendendolo sempre più nozionistico ed escludente, ma sono emerse tutte le diseguaglianze socio-economiche già preesistenti. Nel primo lockdown, i dati dell’Istat dimostrano che circa il 45,4% ha avuto difficoltà in DAD, a causa della carenza di strumenti informatici per seguire le lezioni. Solo l’11% degli istituti è riuscito a coinvolgere tutti gli studenti e tutte le studentesse nella didattica: in regione si è registrato un aumento della dispersione scolastica, già al di sopra del 20%, a causa della mancata disposizione di maggiori fondi strutturali sui dispositivi. Anche il tema della connettività è rilevante: secondo i dati Istat, una persona su 4 non dispone di una connessione a banda larga, non potendo accedere alle lezioni. Inoltre molte scuole non hanno messo a disposizione devices e connettività agli studenti e alle studentesse.

La didattica a distanza ha calpestato anche i diritti degli studenti e delle studentesse. Tra i tanti esempi, ricordiamo quello del diritto alla pausa tra una lezione e l’altra, garantito nel D.lgs 81/2008, che non viene rispettato; ricordiamo anche la privacy negata a causa dei regolamenti scolastici che impongono l’accensione della webcam agli studenti e alle studentesse; inoltre, molto spesso sono stati segnalati episodi di abuso di potere da parte dei docenti, come a Scafati dove una studentessa è stata obbligata a bendarsi per svolgere l’interrogazione.

Crediamo sia necessario provare a invertire la rotta sotto questo aspetto, investendo maggiormente sul diritto allo studio: chiediamo maggiori fondi sui devices e sulla connettività per garantire l’accesso alla formazione a tutte e tutti. Chiediamo inoltre una carta dei diritti in DAD, che regoli la didattica e che tenga come obiettivo i bisogni e i diritti degli studenti e delle studentesse, dalla didattica fino al benessere psicologico. Di seguito una proposta della suddetta carta:

https://docs.google.com/document/d/1RMYEr85ZmapAljOjZ_rS6GrGXCZBTUL1sNUOQcRvNOc/mobilebasic

-trasporti

Nonostante la legge regionale 34 del 18/12/2012, le problematiche relative ai trasporti (scolastici e non) sono ben lontane dal dirsi risolte. Il provvedimento dell’amministrazione “De Luca” rappresenta un passo avanti, ma lascia in sospeso numerose criticità. Inoltre, la mancata nomina di un Assessore ai Trasporti denota la totale disorganizzazione e la confusione presente sul territorio.

Molti studenti e studentesse non si vedono garantito il diritto a una mobilità gratuita a causa dell’esigua presenza o totale assenza di mezzi di trasporto pubblico in diverse aree della regione: sono numerosi i casi in Campania di zone unicamente o principalmente servite da ditte private, non consorziate ad Unico, nonché di zone completamente isolate. Ciò determina la pericolosità, specialmente in periodo di pandemia, del trasporto e il suo costo. Inoltre l’abbonamento studentesco Jamme si configura una misura limitata, se si considera che prevede delle tratte di spostamento che collegano esclusivamente casa e scuola (o università),  tenendo fuori gli altri luoghi della formazione (musei, cinema, biblioteche, aule studio…) e di riunione degli studenti e delle studentesse, altrettanto importanti per la nostra formazione. In più osserviamo la limitatezza degli orari e dei giorni di fruizione dei mezzi pubblici, causa di assembramento al loro interno.

Pertanto si richiede:

•la gratuità sui costi di trasporto;

•il potenziamento del numero dei mezzi pubblici (autobus, pullman, carrozze, ecc.) e la creazione di corse che colleghino i comuni in provincia tra loro e alla città capoluogo;

•l’incremento del numero di corse distribuite lungo l’arco di tutta la giornata e di tutta la settimana;

•un tavolo di confronto con la Regione Campania, l’Ufficio Scolastico Regionale e le ditte dei trasporti presenti sul territorio;

•la nomina di un Assessore ai Trasporti, garante del corretto funzionamento degli stessi.

-laboratori

Tra le criticità emerse nel sistema scolastico con l’avvento della crisi pandemica da Covid-19 è necessario dare un occhio di riguardo agli indirizzi scolastici che prevedono l’uso di spazi diversi da quelli della didattica ordinaria, ad esempio gli istituti di indirizzo tecnico-professionale ma anche per i Licei di indirizzo musicale, coreutico, delle scienze applicate, artistico, ecc.

E’ evidente la necessità imminente per gli studenti e le studentesse di questi indirizzi (e non solo, ritenendo sempre l’applicazione della teoria una fase fondamentale dell’apprendimento) in particolare di avere garantito un accesso a questi spazi (sancito già dalla nota ministeriale n. 21308 del 22 novembre 2020). Soprattutto se si considera che essi verranno esaminati anche sulla base di discipline pratiche che non vengono svolte ormai dalla prima sospensione delle attività didattiche in presenza (risalente a Marzo 2020) .

La nostra richiesta quindi prescinde dall’uso del mezzo didattico della DaD: richiediamo indipendentemente dall’accessibilità o meno dei locali della scuola per utilizzo ordinario l’uso di questi spazi, e a tal proposito proponiamo delle possibili soluzioni da adottare:

• Favorire l’utilizzo di questi spazi tramite uno scaglionamento orario;

• Tendere a garantire a tutte e tutti l’uso di questi, ma privilegiando le classi Quinte;

• Rispetto dei parametri di sicurezza e tutela della salute per garantire il benessere dello studente (ad esempio, indirizzi come quelli basati sulla grafica necessitano misure di tutela e non un recupero di ore massivo e nocivo per il proprio benessere, visto che è obbligatorio utilizzare dispositivi tecnologici per il recupero delle ore laboratoriali);

• Per Licei di indirizzo coreutico e musicale, l’utilizzo degli spazi pubblici comunali quali i teatri, i cinema, gli spazi comunali, ecc.

-sportello d’ascolto

Negli adolescenti che vivono un’età in cui l’inclusione e l’accettazione di se stessi risultano essenziali per lo sviluppo, l’assenza di questi ultimi può aggravare quel senso di solitudine e di conseguenza aumenta la propensione all’isolamento; inoltre la mancanza di contatti fisici con i pari, finisce per trasformarsi in un fattore di rischio di conflitti in famiglia.

Con le scuole chiuse, i giovani perdono un punto di riferimento dove socializzare e confrontarsi tra loro, oltre che un luogo in cui evadere da un eventuale clima familiare malsano. Questo isolamento forzato, unito alla mancanza delle relazioni sociali ha avuto una ricaduta negativa sull’aspetto psicologico e mentale, generando ansia, depressione, stress e preoccupazione per il futuro: il 67% delle persone è stato colpito da stress da pandemia, e i soggetti più colpiti sono proprio i giovani. A questo si aggiunge lo stravolgimento degli orari e delle routine quotidiane, che se in un primo momento ha alleggerito i ragazzi dall’obbligo della presenza in classe, con il passare del tempo ha determinato confusione e alterazione dei ritmi biologici.

Analizzando questa situazione appare chiaro come la presenza di un luogo di confronto e riflessione come lo sportello d’ascolto psicologico sia essenziale per le studentesse e gli studenti. Quest’ultimo deve essere fornito gratuitamente dalla scuola e gestito da uno/a psicologo/a professionista. Questo luogo di confronto mira ad aiutare gli studenti a vivere al meglio la didattica e la scuola, chiarendo dubbi e perplessità, aiutando gli studenti a superare problemi personali e scolastici. La presenza di questo luogo dovrebbe essere garantita in ogni istituto scolastico, seguendo anche la via dettata dalla Direttiva Ministeriale 26 novembre 1998, n 463. Questo sportello deve inoltre garantire l’anonimato agli studenti che lo richiedono, per evitare possibili aumenti di ansia o paure, e deve essere disponibile a chiunque in qualunque momento della giornata scolastica. Richiediamo perciò che l’USR monitori che tutti gli istituti emanino bandi per l’attivazione di questo sportello e ne coadiuvino l’apertura.

-Spazi

È ormai da anni che la popolazione studentesca campana continua a manifestare il proprio disagio nei confronti delle strutture scolastiche fornite. Abbiamo sempre richiamato all’attenzione delle istituzioni la mancanza di manutenzione delle nostre strutture e l’insufficienza degli spazi forniti che vanno a creare scenari di sovraffollamento delle aule le quali si sono andate traducendo, in un momento di crisi sanitaria come quello che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo, in un enorme pericolo per gli studenti e i lavoratori scolastici. L’articolo 2, comma 8 del sancisce che: “La scuola si impegna a porre progressivamente in essere le condizioni per assicurare […] la salubrità e la sicurezza degli ambienti, che debbono essere adeguati a tutti gli studenti, anche con handicap”.

Di fronte a una vera e propria contraddizione con il diritto istituzionale, non può che essere naturale la richiesta da parte degli studenti di un immediato ammodernamento dell’edilizia, in ottica della situazione pandemica e viste le necessità di un’adeguata formazione scolastica.

Chiarito quindi l’obbligo giuridico da parte della regione a mobilitarsi nella direzione per un immediato e urgente piano di edilizia regionale, ribadiamo le nostre proposte per una risoluzione a breve e lungo termine del problema dell’edilizia scolastica in regione:

• Creazione e concessione di nuovi spazi scolastici ex novo e/o già in costruzione volti a un rientro in sicurezza alla maggiore se non totale componente di studenti e studentesse.

• Mobilitazione da parte degli enti preposti alla riqualifica e riabilitazione delle preesistenti strutture scolastiche (al momento in grande parte non adeguati, oltre che alla situazione pandemica, anche alla semplice conduzione della didattica in tempi regolari)

• Tutela del diritto all’associazione dello studente, destinando appositi ambienti all’attività comunitaria e assembleare (usufruendo anche di strutture comunali preesistenti).

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