“Il difficile gioco della vita”, Intervista a Carmine Molaro.

Tema purtroppo sempre molto attuale nel mondo dei ragazzi è il bullismo che negli ultimi anni si è anche evoluta in forma informatica col cyberbullismo. Molti ragazzi ne sono vittime, ma molti riescono a riscattarsi mostrando invece la loro superiorità morale e sociale a paragone con chi invece si diverte a far soffrire gli altri. Il riscatto avviene in molti modi diversi, con l’attività, attraverso l’arte, e non solo. Un esempio è sicuramente Carmine Molaro che grazie alla sua passione per la scrittura e la fotografia è riuscito ad andare oltre e vincere la battaglia della discriminazione che è il bullismo. Oggi lo intervistiamo.

Ciao Carmine grazie mille per aver accettato l’intervista, iniziamo con una domanda semplice per rompere il ghiaccio. Come è nata l’idea del tuo libro e di cosa tratta?

L’idea del libro non è mai stata concreta, fino a quando non ho deciso di cercare rifugio, di cercare conforto in qualcosa. La scrittura mi ha aiutato a uscire da un periodo di totale disagio. E’ stato il mio pc ad accogliere ciò che scrivevo, anche se ciò ha richiesto diverso tempo, sono riuscito a trovare una scappatoia, semplicemente scrivendo. Il mio libro narra le vicende di Lucas, personaggio che ho creato a mia immagine e somiglianza, per rivedermi nella storia. Le sue vicende ci faranno capire quanto un errore del passato, possa influire sul presente.

Quando hai iniziato ad avvicinarti alla scrittura e alla fotografia? E cosa sono per te?

Come ho asserito già prima, mi sono avvicinato alla scrittura per caso, quando ho deciso di cercare uno spiraglio che potesse farmi uscire da quel brutto periodo, fatto di bullismo e ansia. La fotografia, invece mi è sempre piaciuta sin da piccolo. Ritenevo e ritengo tutt’ora, che immortalare qualcosa che si vede e ci rende felici, sia di vitale importanza. Anche solo avere una fotografia fatta in un momento felice, ci potrà aiutare a risollevarci, quando saremo un po’ giù, semplicemente riguardando un’immagine.

Quando hai deciso di contrastare il male che ti facevano provare? E cosa dici a chi come te può trovarsi nella stessa situazione?

A scuola non ho mai trovato un gruppo classe che mi permettesse di essere me stesso, e mai mi è stato concesso di potermi semplicemente fare degli amici. Alla fine stavo crollando, pensavo che non sarei riuscito a sopportare più le loro angherie, e perciò ho deciso di cominciare a parlarne. Sì, e lo dico a tutti coloro che attualmente stanno attraversando un brutto periodo a causa dei bulli, che da quando si comincia a parlare, tutto diventa più facile. Questo periodo passerà, e anche se vi resteranno delle “cicatrici”, riuscirete a ritrovare fiducia negli altri e ricomincerete a vivere. Quindi, parlatene, confidatevi con la persona giusta, e trovate qualcosa che vi faccia trovate la forza di reagire.

Cosa pensi bisognerebbe fare per contrastare il bullismo?

Non è facile sapere cosa è giusto fare per il contrasto di questo fenomeno, ma il primo passo da fare (ciò che sto già facendo io), sarebbe sensibilizzare i ragazzi sul tema, e far capire loro, e anche ai rispettivi genitori, che il bullismo non è da ritenersi una ragazzata. Poi, bisognerebbe approvare una legge che punisca i responsabili di atti di bullismo e cyber-bullismo. Il bullismo può uccidere, e noi non possiamo far finta di niente.

Che ruolo credi possano avere la scrittura e la fotografia come forme di arte di riscatto sociale ma anche come espressioni artistiche future della società di oggi?

Scrittura e fotografia, ma non solo, possono aiutare ad arginare questo fenomeno. I ragazzi fanno ciò che gli piace, mentre collaborano tra di loro. Gli hobby, avrebbero un ruolo fondamentale perché possono aiutare a far uscire un ragazzo in difficoltà da un brutto periodo, proprio come è successo a me. La scrittura e la fotografia mi hanno salvato, e possono salvare tutti voi.

Quando si parla di salute spesso si tende a pensare solamente al lato esteriore, fisico, non si considera il lato interiore, quello psichico. Un argomento che sembra uscire di più negli ultimi tempi, come pensi vada trattato questo tema? Come credi si possa far capire l’importanza della “mente sana in corpo sano” nei giovani di oggi, spesso pieni di incertezze sul loro futuro?

A volte si sottovaluta la sensibilità dei ragazzi. La loro integrità mentale va coltivata. Ognuno deve avere la possibilità di un supporto, un sostegno morale, soprattutto in questo momento così difficile. Un giovane motivato, è una grande speranza per il futuro. Sostenete noi giovani, perché la nostra vita è cambiata, e la nostra salute mentale non è più la stessa. Date importanza a come stiamo mentalmente, perché potremmo fare grandi cose. Dopotutto, noi siamo il vostro futuro.

Bene grazie mille di nuovo per la disponibilità, ti auguriamo il meglio e di avere tutto il successo per il raggiungimento dei tuoi obbiettivi!

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.