Napoli: un riepilogo di stagione.

Dopo aver sbollito la rabbia, la frustrazione e la tanta, immensa delusione è giunto il momento di analizzare questa stagione calcistica in maniera obiettiva e lucida.
Stagione contraddistinta da alti e bassi, da tanti infortuni, da numerosi errori che inevitabilmente hanno destabilizzato l’ambiente.
Ambiente che è stato ricompattato da un grande uomo Gennaro Gattuso al quale va dato il merito di aver rimesso in piedi per l’ennesima volta una piazza, una stagione e una società che erano al completo sbando.
Se all’uomo Gennaro Gattuso c’è poco da rimproverare, all’allenatore tutt’altro: scelte di formazione errate nelle partite più importanti della stagione, letture dei match confusionarie, testardaggine in alcune scelte e soprattutto la colpa di non aver incitato, guidato con ratio e di non aver saputo gestire la parte emotiva che comportava inevitabilmente l’ultima partita di campionato.
E allora mister Gattuso le nostre strade si dividono ma noi tifosi ti ringraziamo per aver dato l’anima e per aver creduto fortemente in questa squadra, regalandoci una coppa Italia ma anche tante delusioni culminate nella non qualificazione alla prossima Champions League.
Alla società Calcio Napoli va il merito di aver costruito una grande squadra almeno sulla carta, un giusto mix di giocatori che ben si amalgamava ma che ha peccato di personalità, per l’ennesima volta, nel momento decisivo.
Tanti errori sono stati compiuti anche dalla stessa società, alcuni di questi già visti e rivisti: comunicazione pessima, gestione dei momenti difficili confusa ed errata e tanti altri piccoli sbagli che hanno segnato l’andamento della stagione ledendo la tranquillità dell’ambiente e alimentando polemiche che hanno creato enormi problemi ad allenatore e giocatori.
Ai calciatori va riconosciuto di aver lottato anche quando i numerosi infortuni hanno decimato la squadra, di aver lottato quando la stagione sembrava compromessa tuttavia però, hanno dimostrato nella partita più importante dell’anno la loro poca attitudine a giocare sotto pressione peccando di personalità e facendosi investire, senza opporre mai resistenza, dall’uragano della paura e della tensione che ha pervaso le loro menti a discapito della serenità e di quella fluidità di gioco che da due mesi a questa parte sembrava esser ritrovata.
Per noi tifosi c’è poco da dire, non abbiamo potuto sostenere la squadra come solo noi sappiamo fare, non abbiamo potuto colmare quelle mancanze che con il nostro supporto sarebbero state vane; non ci resta che attendere tempi migliori con la speranza di poter tornare sugli spalti a sostener la nostra squadra.
Siamo giunti all’epilogo di questa stagione complicata ed unica, caratterizzata da eventi che faranno si che questa annata entri di diritto negli annali storici calcistici.
Tutto l’ambiente Napoli deve farsi un esame di coscienza, capire gli errori che sono stati compiuti, analizzarli e valutarli al fine di non commetterli più.
Tutti colpevoli di questa disfatta, di questo piccolo dramma calcistico, c’è la necessità di rifondare e di ripartire con criterio e saggezza ma con la consapevolezza che Napoli è una piazza esigente che pretende rispetto e senso di appartenenza da parte di chi ci rappresenta.
La delusione svanirà solo quando vedremo gente che suderà e onorerà la maglia a prescindere da chi saranno gli interpreti della prossima stagione.
È giunto il momento di congedarsi da questo anno calcistico in attesa di tempi e risultati migliori.
PER ASPERA AD ASTRA… Forza Napoli Sempre.

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