Giro d’Italia 2021: uno sguardo di analisi

Dopo 21 lunghe ed estenuanti tappe il Giro d’Italia 2021 è terminato con una prova contro il tempo a Milano di 30 km che ha visto trionfare -per la seconda volta in questo giro e ancora a cronometro- la locomotiva Filippo Ganna.
Ineos Granadiers con ben quattro vittorie di tappa targate due Ganna e due Bernal, si aggiudica per la terza volta in quattro anni la corsa rosa.
Questa volta è il giovane talentuoso Egan Bernal a salire sul gradino più alto del podio conquistando il suo secondo grande giro dopo il Tour De France del 2019.
Il colombiano ha dominato in lungo e largo ed è stato sostenuto da una grande squadra che lo ha sempre supportato -in particolare nei pochi momenti difficili che Bernal ha vissuto- facendo si che la sua leadership non fosse mai messa in discussione.
Sul secondo gradino è salito un immenso Damiano Caruso che finalmente dopo anni da gregario di lusso -ruolo che avrebbe dovuto svolgere anche quest’anno ma che a causa della caduta di Mikel Landa non ha fortunatamente ricoperto- ha dimostrato tutto il suo valore.
Il siciliano ritrovatosi tutto d’un tratto capitano, è in un primo momento passato in secondo piano ma poi, con il passare dei giorni è stato sempre più in forma ed ha iniziato a far paura anche ai big di questo giro.
Paura che si è concretizzata giorno dopo giorno e che ha raggiunto l’apice nella penultima tappa quando con un’azione di squadra prima e con un assolo poi, Damiano Caruso ha conquistato la sua prima tappa al Giro D’Italia blindando la sua seconda posizione. Chapeau!
Il terzo gradino del podio se l’è aggiudicato un deludente Simon Yates, che fatta eccezione di una vittoria di tappa è apparso sempre in difficoltà e mai in condizione.
Gli italiani hanno ben figurato vincendo ben sette tappe targate Ganna, Vendrame, Nizzolo, Fortunato, Bettiol, Caruso, Ganna. Un doveroso grazie va come sempre a Vincenzo Nibali che nonostante la sfortuna e i vari acciacchi fisici ha onorato fino alla fine -come solo i grandi campioni sanno fare- il Giro D’Italia.
È stato un giro divertente, entusiasmante e mai scontato; sulla falsa riga dei grandi giri dello scorso anno ha confermato che nel ciclismo c’è una nuova generazione che si fa spazio a discapito della vecchia guardia che però -nonostante l’avanzare dell’età- dà filo da torcere e non si arrende mai.
Con la speranza che il futuro dinanzi a noi sia sempre più roseo, il Giro D’Italia ci dà appuntamento al 2022…

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