Il 2021: chiamato anche l’anno dell’Italia

La febbre degli europei resiste forte anche dopo diversi giorni dal felice risultato che la nazionale italiana ha portato al popolo del Bel Paese e anzi sembra che la gioia derivante dalla finale a Wembley si stia estendendo ben oltre i soli confini calcistici. D’altronde la conquista agli europei di calcio segue già un’altra di recente  vittoria tricolore in ambito internazionale, quella dell’Eurovision a Marzo. I Måneskin e la nazionale (quella del 2021 questa volta) fanno sognare gli italiani con un orgoglio a loro quasi estraneo. Il gruppo Romano prima e la squadra di calcio ora mettono dopo decenni l’Italia sotto i riflettori dal punto di vista della cultura popolare di massa, da un punto di vista oggettivamente positivo, cosa quasi inabituale per noi. Credo siano poche le persone che non hanno visto i vari meme in questi giorni mostrare il sostegno dell’intero continente agli azzurri contro la perfida Inghilterra, o di Mancini raffigurato in stile guerriero scozzese, o anche la notizia tornata a circolare secondo cui l’Inghilterra, a causa di accordi fatti durante il medioevo debba più di duecento anni di arretrato di affitto della propria bandiera al comune di Genova. O ancora – notizia ancora più divertente ma che può far salire anche di più il sentimento “nazionalistico” – basti pensare ai tweet di cittadini dei vari paesi europei che impazzivano per l’inno di Mameli. A questi due grandi fenomeni ne va poi aggiunto un terzo, Khaby Lame, che è da poco diventato il secondo tiktoker più seguito al mondo.
Insomma si potrebbe dire “what a time to be italian” che momento per essere italiani.
Se negli anni abbiamo sempre avuto come italia quel marchio riconoscitivo pur sempre positivo quella di quest’anno è una vera rinfrescata secolare che serviva, anche come “rivincita” dopo essere stati i primi occidentali ad affrontare il covid.
Vorrei poi aggiungere un’ultima cosa – senza però dilungarmi. Mario Draghi. Internamente possiamo approvare o meno il suo modus operandi in varie questioni ma è innegabile che la sua “fama” nell’opinione pubblica internazionale dia al nostro Paese un’angolatura favorevole.
Possiamo dire – nella speranza di non portarci sfortuna – che il 2021 è l’anno dell’Italia.
Ma cosa fare di questa nuova fama ?
È necessario che questa occasione non venga perduta, che anzi si cavalchi l’onda. Sfruttando bene il momento è possibile trasformare qualsiasi pezzo di italianità in oro, e per questo è necessaria una vera e propria campagna marketing sul nostro Paese. Ci è data un’occasione enorme per pubblicizzare il nostro Paese ed ottenere in cambio il massimo di guadagno, in ogni campo.
Da qui abbiamo la possibilità inoltre di investire ulteriormente in noi stessi, in quei luoghi ancora svalutati, in quei progetti innovativi ancora poco considerati, dall’anno italiano è possibile ricavare un nuovo rinascimento, non sprechiamo quest’occasione, siamo saggi.

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