Il Dispotismo illuminato spiegato in breve

Il dispotismo illuminato fu una forma di governo ideata dal filosofo illuminista francese Voltaire rielaborando le teorie dello scrittore italiano Niccolò Macchiavelli. L’idea del dispotismo illuminato si basa su un monarca assoluto che ha il dovere di prendere decisioni per il benessere del popolo, venendo consigliato dai filosofi. Voltaire infatti era critico della democrazia in quanto pensava che non tutti fossero degni del diritto di voto che doveva essere riservato a chi invece era culturalmente elevato, in particolare criticò la democrazia diretta ginevrina. Nonostante l’ideazione di tale forma di governo Voltaire ammise che le democrazie rappresentative e la divisione dei 3 poteri potevano funzionare, ma riteneva la prima ancora lontana.
Il dispotismo illuminato ebbe molto successo all’epoca in quanto i sovrani ebbero modo di mantenere il proprio potere assoluto riacquistando l’approvazione di alcune fasce della popolazione e dagli illuministi moderati. Ottimi esempi di despoti illuminati sono: Pietro I di Russia, Maria Teresa d’Austria, Francesco II d’Austria, Caterina II di Russia, Gustavo III di Svezia e  Federico II di Prussia. Le riforme applicate indebolirono di molto il potere della chiesa, tanto che in Portogallo si arrivò a cacciare tutti i gesuiti e seguendo i consigli degli illuministi i sovrani modificarono i codici penali, riorganizzarono lo stato, migliorarono le condizione dei ceti sociali meno agiati, migliorarono la sanità e in alcuni casi crearono un istruzione pubblica e obbligatoria. Le uniche nazioni sprovviste di monarchi illuminati furono il Regno Unito e la Francia, la prima era già una monarchia costituzionale e quindi non fu applicabile, mentre in Francia la mancanza di riforme fu una delle cause del colasso del paese e della rivoluzione Francese. Uno dei problemi del dispotismo illuminato (e di qualsiasi sistema di governo senza la divisioni dei 3 poteri) è che il potere del sovrano è assoluto di conseguenza non c’è modo di impedire che esso lo usi effettivamente per il bene del popolo, infatti anche i sovrani illuminati intrapesero guerre di conquista sanguinose. Basti pensare a Federico II di Prussia che prima della sua ascesa al trono era promotore di una politica umana e pacifista – come scritto nell’anti-macchiavelli dove  condannava l’utilitarismo del politologo italiano – mentre nel suo regno si susseguirono due delle guerre più sanguinose del secolo.

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